Giordano Bruno
Filippo Giordano Bruno, religioso appartenente all'ordine dei Domenicani, fu condannato nel 1600 dalla Grande Inquisizione ad essere bruciato vivo, perché ritenuto eretico. Egli elaborò una nuova teologia di Dio che risultò molto sgradita al Clero.
Nato a Nola nel 1548, entra nel convento dei Domenicani assumendo il nome di Giordano, diventando dottore in teologia nel 1572.
E' uno spirito libero, legge Erasmo, autore messo all'indice, mette in dubbio il dogma della Trinità, il suo comportamento ribelle gli comporta una denuncia (1576). Spaventato fugge, lascia la tonaca e la sua vita diventa una continua fuga, vine scomunicato dalla chiesa e da tutte le confessioni in cui tenta un inserimento.
E' a Londra che pubblica i suoi primi scritti, Enrico III lo aiuta e gli dimostra ammirazione, ma a causa di quegli scritti è costretto a mettere al bando l'ingombrante pensatore.
Dopo anni aspri e pericolosi, nel 1591 Giordanio Bruno, stanco dell'esilio, vuole essere riaccolto dalla Chiesa. Ma nel 1592 viene denunciato all'inquisizione da un ricco veneziano Giovanni Mocenigo, che desiderava apprendere da lui la geometria e l'arte della memoria, in cui Giordano era maestro.
Lo scopo del tribunale dell'inquisizione, istituito da Papa Gregorio IX nel 1231, era quello di estirpare con ogni mezzo l'eresia.
Giordano Bruno si definì filosofo e metafisico, fu il primo a proporre un sistema coerente contrapponibile a quello di Aristotele, secondo il quale la Terra si trovava al centro di un universo chiuso. Il sistema aristotelico ripreso da Tommaso D'Aquino, era assurto a rango di dogma dalla Chiesa Cattolica Romana.
Fin dalla prima giovinezza Giordano Bruno si era interessato ai pitagorici, a Platone e i Presocratici, ma sopratutto era stato attratto da Nicolò Cusano e Copernico, due autori sconosciuti che pochi conoscevano. Cusano fu il primo a mettere in discussione la concezione aristotelica del mondo, Copernico dal canto suo, condusse l'universo all'infinito.
Alle accuse di eresia mosse nel processo a Giordano, questi si definì un filosofo, non un teologo, lui non predicava, ma ricercava la verità sul principio primo dell'universo. Essendo l'universo una emanazione di Dio, era di conseguenza mediatore tra l'uomo e la divinità.
Per Giordano Bruno, la vera eucaristia era la comunione con la divinità, attraverso la contemplazione dell'universo.
Se in ogni molecola di natura, si trovava un riflesso dell'anima di Dio, questo significava che il Cristo non serviva più a nulla e la redenzione non era più necessaria.
Per Giordano Bruno l'universo era la totalità che bastava a se stesso e racchiudeva Dio medesimo nella sua immananza.
Lo trovi in: Scienza e Conoscenza
Editore: Macro Edizioni
Anno di pubblicazione: 2001
Il pianeta si sta trasformando e Giordano Bruno (1548-1600) uno dei grandi saggi, lo... continua
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