I Maya

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I Maya

La cultura Maya era considerata la più importante cultura amer-indiana. I suoi aspetti distintivi erano le conoscenze astronomiche, matematiche (soprattutto per l'uso dello zero) e l'urbanistica, coniugate all'uso di un preciso calendario e a un sistema di scrittura prima ideografico (glifi) tradotto solo parzialmente e poi a un sistema punto e linea.
Geograficamente il popolo Maya occupava le zone del Messico orientale, la penisola dello Yucatan, il Belize, alcune zone del Guatemala, dell'Honduras e del Salvador. Quest'area è particolare dal punto di vista climatico e topografico, va da fitte foreste pluviali ad aree di pianura eppure questo popolo riuscì a creare un grande impero con enormi città-stato. L'area dei Maya comprende numerosi siti nei quali possiamo ammirare a tutt'oggi i resti di questa popolazione che come le altre popolazioni precolombiane aveva un'arte nel costruire che lascia perplessi per la straordinaria precisione.
Gli storici tendono a dividere la storia dei Maya in tre periodi:

- periodo pre-classico: dal 2000 a.C. al 250 d.C.
- periodo classico: dal 250 d.C. al 900 d.C.
- periodo post-classico: dal 900 d.C. al 1519 (data che segna l'arrivo degli europei e il successivo sterminio della civiltà Maya)

Dei Maya si parla tanto: bravi astronomi, bravi costruttori e ci sono teorie diverse anche sulla loro scomparsa.
Tra le città Maya più importanti ricordiamo nella penisola dello Yucatan Chichén Itzà che era forse un tempio (con una fonte) dedicato a Kukulcan (o Kukumatz), ovvero IL SERPENTE PIUMATO, colui che gli Aztechi chiamavano Quetzalcoatl. Il Serpente piumato non è proprio un dio.
In Messico ricordiamo Palenque, nota per la sua arte e le sue sculture che hanno affinità con quelle egizie. Si sostiene infatti che possa esserci stata una relazione tra la civiltà americana e quella egizia o addirittura, come sostiene Peter Tompkins, che le piramidi di queste due culture siano state costruite dalla medesima civiltà.
Uno degli elementi culturali maggiormente rappresentativi della civiltà Maya è il calendario. Esistono teorie diverse a riguardo: alcune fonti parlano di due calendari: lo Ttzolkin, il calendario sacro, e lo Haab, il calendario civile; altre fonti, rivelano un terzo calendario, il Tun, volto ai calcoli lunghi. I Maya avevano un certo atteggiamento nei confronti dei giorni e delle cifre: li vedevano sotto un aspetto divino. C'erano giorni considerati fausti ed altri considerati infausti. Di riflesso alcune decisioni importanti venivano prese esclusivamente in determinati giorni.
I Maya erano abili nello scrivere numeri di ogni valore.
Tra i glifi ritrovati e tradotti ve ne è uno che esprime la fuoriuscita del sangue. I Maya erano soliti fare dei sacrifici che riguardavano principalmente re e sacerdoti che dovevano evolversi ed avere in visione il Serpente sacro ed erano soliti praticare anche degli autosacrifici. L'autosacrificio era diverso per gli uomini e le donne: gli uomini dovevano perforarsi il pene con spine o oggetti aguzzi di ossidiana e dovevano inserire nei fori praticati degli steli di paglia; le donne, dovevano perforarsi la lingua e le labbra. Il rito cagionava uno stato di trance, dovuto anche all'utilizzo di determinate sostanze. La trance a sua volta declinava nella visione del Serpente sacro.
I Maya credevano che il sangue fosse un mezzo per creare un collegamento tra mondo superiore e mondo inferiore, era  una chiave per arrivare al divino. Il sangue e l'acqua venivano considerati le basi della vita.
Alcuni elementi iconografici utilizzati per indicare il sangue coniugano la presenza di questo elemento con la rappresentazione delle perle.
I Maya sotto l'aspetto religioso e spirituale adoravano nello Yucatan un Essere Supremo, creatore del cielo e della terra chiamato Hunab Ku, ed altre divinità, tra cui:

- Itzamnà: dio del Sole e del cielo, della cultura, della scienza medica, dell'agricoltura, della scrittura e del calendario
- Bacab, i quattro figli di Itzamnà, sostenitori dell'universo, rappresentanti i quattro punti cardinali
- Ixchel, compagna di Itzamnà, dea della terra e della luna
- Kukulcan o Kukumatz, vale a dire il Serpente piumato, protettore dei sacerdoti

Nel 1517 Hernandez de Cordoba sbarcò nello Yucatan e questo suo sbarco fu esiziale per le popolazioni autoctone. Lui e gli altri invasori ebbero il loro primo impatto con costruzioni in pietra. Dopo la conquista spagnola la cultura Maya iniziò a manifestare i suoi primi segni di decadenza. All'interno dello Yucatan ci furono i primi scontri con le popolazioni indigene che inflissero perdite agli europei, tra cui la morte dello stesso Hernandez de Cordoba.
Altri europei continuarono le loro azioni feroci in quelle aree. Nel 1562 il Vescovo Diego de Landa continuò in nome di Dio l'evangelizzazione e la distruzione etnica tramite omicidi, torture e distruzioni di tutto ciò che si poteva tramandare. Fu così che morirono queste civiltà ma è vero anche che tuttora la fine dei Maya rappresenta un mistero perché alcuni sostengono che i Maya in realtà si siano trasferiti in un'altra dimensione. Gli unici libri Maya che sono giunti fino a noi sono stati: il Codice Dresda, il Codice di Madrid, il Codice Grolier e il Codice di Parigi (i Codici portano i nomi delle città in cui sono conservati) e Relacionas de las Cosas de Yucatan che è un saggio in cui Diego de Landa espone la cultura e il pensiero dei Maya nel periodo della conquista, fornendo spunti per l'interpretazione dei glifi e del calendario. Oggi gli unici discendenti originali dei Maya sono i Lacandoni. Per due secoli e mezzo i quattrocento Lacandoni hanno vissuto nella giungla del Chiapas, ma oggi con i moderni mezzi di comunicazione si stanno inserendo nella cultura occidentale. Così la cultura Maya langue di nuovo. Lacandoni che attualmente vivono nella foresta del Chiapas a sud del Messico venerano rovine di monumenti costruiti dai Maya dell'epoca classica. Secondo le credenze di questi discendenti quelle rovine erano costruzioni realizzate da esseri soprannaturali che loro chiamano k'hu, cioè dei. Sono cioè le case degli dei ma il nostro occhio, secondo le loro credenze, non è in grado di vederle in tutta la loro bellezza e vede solo pietre.
Oltre a venerare rovine di antichi edifici, i Lacandoni venerano anche grandi rocce in riva ai laghi e per comunicare con gli dei si servono di incensieri di terracotta. Queste usanze religiose sono le medesime utilizzate dagli antichi Maya.
Durante alcuni riti religiosi i Lacandoni dipingono il viso, la tunica e l'incensiere con l'oriana, una sostanza rosso sangue estratta dall'orellana, per richiamare i sacrifici umani praticati dagli antichi Maya nell'epoca post-classica. Per gli  Lacandoni "Il sangue degli uomini è l'oriana degli dei": secondo queste credenze, agli dei piace l'odore del sangue umano.
I Lacandoni credono nella fine del mondo, di questo mondo, di questo tempo.
Secondo il ricercatore Maurice Coterell la profezia relativa alla fine nella nostra era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista proprio per il 2012. Per quell'anno è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra e ciò cagionerà un cambio vibrazionale. L'era in cui viviamo è detta anche era dei pesci e sarà seguita dall'era dell'acquario.
I Lacandoni sostengono che la fine del mondo inizierà con un'eclissi di sole che getterà la loro foresta in un buio totale. Molti Lacandoni si sono convertiti al Cristianesimo proprio perché sanno che il giorno ultimo (il xutan) sta arrivando e in quel giorno desiderano andare in cielo con Gesù.
Altre fonti sostengono che in quella data (sempre secondo i Maya) ci sarà un cambiamento, ma il genere umano continuerà ad esistere: le immagini catastrofiche descritte dall'Apocalisse (termine che significa nient'altro che rivelazione) non sarebbero altro che le proiezioni delle nostre paure, perché l'era attuale è caratterizzata dalla paura.
Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà, quella corrispondente all'era dell'acqua, era Atlantide, che proprio dall'acqua fu distrutta. Si sostiene che Atlantide sia sprofondata a causa di uno spostamento dell'asse terrestre circa 10.500 anni fa. Platone, nel Crizia e nel Timeo, parla proprio di Atlantide, un'isola che si sarebbe trovata oltre le colonne d'Ercole
Partendo dai dialoghi di Platone, Marco Stefanelli, adattando un saggio di Marco di Nunzio, sostiene che si può presupporre che l'attuale America fu anticamente colonizzata dal popolo atlantideo, che era un popolo più evoluto di noi. E' strano infatti che un popolo come i Maya, che non aveva molti anni di civilizzazione, raggiunse un così alto grado di evoluzione fino a costruire edifici sorprendenti. Lo stesso vale per gli Inca e per le altre civiltà precolombiane.
Si può notare che le opere più maestose e misteriose come la Sfinge, le Piramidi, le statue dell'Isola di Pasqua ecc. hanno tutte una certa attinenza strutturale e ci si chiede se siano state create dai supersiti di Atlantide o addirittura se le abbiano create gli extraterrestri. Qualcuno ritiene che la stessa Atlantide possa essere stata creata dagli extraterrestri. Molti autori suggeriscono invece che gli extraterrestri abbiano fornito agli Egizi e ai Maya il sistema per costruire le piramidi. I Maya avevano conoscenze superiori, sapevano che la forma delle cose influisce sull'energia, sapevano che vi sono lunghezze d'onda che viaggiano tra gli esseri umani e che quindi vediamo la realtà materiale solo perché la guardiamo con occhi materialistici.
Ciò è solo una minima parte dei misteri che avvolgono la civiltà Maya: non si sa né da dove siano venuti né dove siano finiti. Forse è vero che si sono trasferiti in un'altra dimensione …!



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