I Templari

I Templari

I Templari

I Templari sono conosciuti anche come i Poveri Compagni d'Armi di Cristo, oppure come Cavalieri Templari, e rappresentano nella storia il più noto ordine religioso cristino medioevale con loro si risale agli anni dopo la Prima Crociata avvenuta nel 1096, le strade della Terra Santa erano solcate da dubbi personaggi, ed un pugno di coraggiosi fondò il nucleo originario dei templari.
I templari nascono come ordine monastico-militare, la loro struttura è ispirata all'ordine cistercense e trae sostegno dalla figura più rappresentativa che proprio in quegli anni di fondazione caratterizzava la cultura europea, il predicatore e teologo Bernardo di Chiaravalle (poi santo). Oltre i tre classici voti degli ordini monastici - povertà, obbedienza e castità - adottarono la regola benedettina e cistercense. Bernardo, che quasi subito divenne loro convinto sostenitore, nel suo De Laude Novae Militiae indica ai cavalieri le attività da svolgere in tempo di pace e di guerra, l'alimentazione da seguire, l'abbigliamento da indossare nelle varie circostanze per ciascuna categoria di fratelli. I cavalieri ad esempio adottarono la veste bianca dei cistercensi sormontata da una croce rossa. Venivano reclutati soprattutto tra i giovani della nobiltà, desiderosi di impegnarsi nella difesa della cristianità in Medio Oriente. L'ordine militare così formato aveva una gerarchia rigida, i suoi membri, facevano voto di castità, obbedienza e povertà, lasciando all'ordine tutte le loro proprietà ed eredità.

La presenza dei templari sul territorio era assicurata dalle diverse sedi templari: le Precettorie, le Mansioni e le case fortezza o Capitanerie, largamente autonome dal punto di vista gestionale. Nelle grandi capitali (Parigi, Londra, Roma, ecc.) importanti erano le Case che avevano  il controllo delle sette grandi province dall'Inghilterra alle coste dalmate in cui i templari avevano diviso la loro organizzazione monastica. Al massimo del loro fulgore arrivarono ad avere centinaia di sedi distribuite capillarmente in tutta Europa e Medio Oriente.
La crescita dell'Ordine fu favorita dal favore che papa Innocenzo II aveva concesso all'Ordine che consisteva nella totale indipendenza dal potere temporale, compreso l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle, oltre al privilegio di rendere conto solo al pontefice in persona e di esigere le decime.

Erano quattro le divisioni di confratelli nei templari:

- cavalieri, equipaggiati come cavalleria pesante
- sergenti, equipaggiati come cavalleria leggera, provenienti da classi sociali più umili dei cavalieri
- fattori, che amministravano le proprietà dell'Ordine
- cappellani, che erano ordinati sacerdoti e curavano le esigenze spirituali dell'Ordine.

Il cavaliere, al momento della investitura, faceva voto di castità, obbedienza e povertà; ognuno aveva sempre due o tre sergenti che lo accompagnavano in battaglia e un gruppo di sei o sette scudieri per assisterlo sia in tempo di pace che di guerra. Alcuni confratelli si occupavano esclusivamente di attività bancarie, in quanto l'Ordine trattava frequentemente le merci preziose dei partecipanti alle Crociate. La maggioranza dei Cavalieri Templari si dedicava tuttavia alle manovre militari. I Templari usavano le loro ricchezze per costruire numerose fortificazioni in Terra Santa ed erano le unità da combattimento meglio addestrate e disciplinate del loro tempo. Alcuni li considerano precursori dei moderni corpi speciali.
Il maggiore influsso dei templari non fu di tipo militare, quanto di tipo culturale ed economico, sotto il profilo della diffusione di strumenti economico-finanziari, con la distribuzione del reddito attraverso la creazione di posti di lavoro. Con le abbazie, i terreni agricoli, la costruzione delle cattedrali, l'ordine portò lavoro, reddito e sviluppo in molte parti d'Europa, attraverso una estesa rete di succursali.

L'ordine
La mancanza di documenti dell'epoca rende impossibile l'esatta ricostruzione dei primi anni dell'Ordine così come il numero esatto dei cavalieri che vi aderirono, e dunque è solo possibile impostare la ricerca attraverso ipotesi e supposizioni, basate sui diversi documenti successivi. La tradizione parla di nove cavalieri ("Nove uomini aderirono a questo patto santo e servirono per nove anni in abiti laici che i credenti avevano dato loro in elemosina."), ma tale numero avrebbe un significato soprattutto allegorico.
Uno dei pochi documenti all'epoca di fondazione fu il testo della regola dei templari, conosciuto come regola primitiva, approvato nel 1128 con il Concilio di Troyes e volgarizzato in antico francese fra il 1139 e il 1148. Un testo che, seppur diffuso dagli stessi templari, poco aiuta ad identificare con esattezza i momenti della fondazione. Il terzo articolo di questa regola si riferisce al 1119 come anno di nascita dell'Ordine: "...pertanto, in letizia e fratellanza, su richiesta del maestro Ugo de Payns, dal quale fu fondata, per grazia dello Spirito Santo, la nostra congregazione, convenimmo a Troyes da diverse province al di là delle montagne, nel giorno di S. Ilario, nell'anno 1128 dall'incarnazione di Cristo, essendo trascorsi nove anni dalla fondazione del suddetto Ordine." La scarsa disponibilità di documenti non esime gli studiosi dal tracciare una storia della sua fondazione, stando a testimonianze e scritti successivi, e alle motivazioni che spinsero alcuni cavalieri ad abbandonare gli agi di corte e ad abbracciare la povertà. Alla fine del 1099, dopo che all'appello di Papa Urbano II nel Concilio di Clermont, al grido "Deus lo volt", i cristiani riconquistarono la Terra Santa in mano agli infedeli, si presentò il problema di come difendere i luoghi santi e quei pellegrini che ivi giungevano da tutta Europa. Nacquero così i diversi Ordini religiosi. Il primo Ordine fu l'Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione. Successivamente vennero a costituirsi quello di San Giovanni dell'Ospedale, di Santa Maria di Gerusalemme o dei Teutonici e quello del Tempio. L'Ordine, in ogni caso, assunse reale importanza solo a partire dal 1126, con l'ingresso del conte Ugo di Champagne, quando iniziarono a pervenire donazioni e lasciti.
Per oltre due secoli, i Cavalieri templari, grazie anche ai concili loro favorevoli (Concilio Pisano, 1135 e Lateranense II, 1139), acquisirono, attraverso lasciti, donazioni e altre forme di liberalità laiche ed ecclesiastiche, terre, castelli, casali in quantità tali da farli diventare l'Ordine più potente, dunque "invidiato" e temuto dell'epoca. Essi avviarono con meticolosità e professionalità la loro organizzazione nell'intero Occidente, trasformandolo in un gran magazzino per l'approvvigionamento dell'Oltremare, costituendo in tutti gli stati d'Europa loro insediamenti agricoli, economici e politici.
I templari erano identificabili per la loro sopravveste bianca, a cui in seguito si aggiunse una distinta croce rossa ricamata sulla spalla, che assunse infine grandi dimensioni sul torace o sulla schiena, come si vede in molte rappresentazioni dei cavalieri crociati.
I templari entrarono nelle attività bancarie quasi per caso, il loro coinvolgimento in quell'attività, crebbe nel tempo. Sotto l'aspetto economico-finanziario rivestirono un ruolo così importante da arrivare a prestare agli stati occidentali ingenti somme di denaro e gestire perfino le casse di stati come la Francia.
L'Ordine raggiunse una posizione significativa di potenza, sia in Europa che in Terrasanta. Il suo successo destò la preoccupazione di molti altri Ordini, come della nobiltà e delle nascenti grandi monarchie europee, le quali a quel tempo cercavano di monopolizzare il controllo del denaro e delle banche, dopo un lungo periodo nel quale la società civile, specialmente la Chiesa ed i suoi ordini, aveva dominato le attività finanziarie. Le tenute dei templari erano estese sia in Europa che nel Medio Oriente e tra queste vi fu, per un certo periodo, l'intera isola di Cipro.
L'Ordine dopo il 1291 si avviava al tramonto: la ragione fondamentale per la quale era nato, due secoli prima, era ormai venuta meno. Il suo scioglimento, tuttavia, non fu mosso per via ordinaria dalla Santa Chiesa, ma attraverso una serie di accuse infamanti mosse dal re di Francia Filippo IV il Bello, desideroso di azzerare i propri debiti e impossessarsi del patrimonio templare, riducendo nel contempo il potere della Chiesa.
Filippo il Bello, distrusse il sistema bancario dei templari e, benché una bolla papale avesse trasferito tutti gli averi dei Tempari agli Ospitalieri, riuscì prendersi parte del tesoro. Questi eventi e le originali operazioni bancarie dei templari sui beni depositati, che furono improvvisamente mobilitati, costituirono due dei molti passaggi verso un sistema di stampo militare per riprendere il controllo delle finanze europee, rimuovendo questo potere dalle mani della Chiesa. Visto il destino dei templari, gli Ospitalieri di San Giovanni furono ugualmente convinti a cessare le proprie operazioni bancarie.
L'Ordine fu ufficialmente soppresso con la bolla Vox in Excelso del 3 aprile 1312 ed i suoi beni trasferiti ai Cavalieri Ospitalieri il 2 maggio seguente (bolla Ad Providam). Jacques de Molay, l'ultimo gran maestro dell'Ordine, il quale in un primo momento aveva confermato le accuse, le ritrattò spinto da un'ultima fiammata di orgoglio e dignità, venendo arso sul rogo assieme a Geoffrey de Charnay il 18 marzo 1314 davanti alla cattedrale di Parigi, sull'isola della Senna detta dei giudei.
Molti sovrani e nobili inizialmente sostennero i cavalieri fin quando poterono, Roberto I, re degli Scoti, che era già scomunicato,  non obbedì ai comandi papali, come fecero gli altri sovrani, molti membri dell'Ordine ripararono in Scozia e Portogallo, dove il nome dell'Ordine fu cambiato in Ordine di Cristo, esso contribuì alle prime scoperte navali portoghesi. Il principe Enrico il Navigatore (1394-1460) guidò l'Ordine per vent'anni, fino alla propria morte. In Spagna, dove il re a sua volta si opponeva all'incorporazione del patrimonio templare da parte dell'Ordine degli Ospitalieri, l'Ordine di Montesa subentrò a quello dei Templari.
I Templari furono accusati di connivenza col nemico, perché spesso strinsero rapporti di buon vicinato, con musulmani. Furono accusati di rinnegare Cristo, di non rispettare la Croce, di praticare la sodomia e di adorare un idolo barbuto, il Baphomet o Bafometto.
Studi recenti accreditano sempre più la teoria secondo la quale la vera causa della fine dei templari fu dettata dalla volontà di impossessarsi del loro patrimonio, tesi peraltro già sostenuta da Dante Alighieri nel canto XX del Purgatorio, e si concretizzò attraverso una cospirazione indotta dal Re di Francia Filippo IV il Bello. Infatti, mentre il Re si trovava quasi in bancarotta, e il popolo francese era esasperato per la grave crisi economica, accentuata dalla svalutazione della moneta ad opera del Re medesimo, l'Ordine risultava proprietario di terre, castelli, fortezze ed abbazie: un tesoro immenso. Il sovrano dopo aver tentato inutilmente di entrare a farne parte, incaricò i propri consiglieri (capeggiati dall'astuto Guglielmo di Nogaret) di formulare delle precise accuse contro l'Ordine e di richiedere l'intervento del papato, da poco trasferitosi in Francia. Quando la Chiesa si rese conto di essere stata manipolata, era tardi per porvi rimedio.
La studiosa italiana Barbara Frale ha rinvenuto agli inizi degli anni duemila negli Archivi vaticani un documento, noto come pergamena di Chinon, che dimostra come papa Clemente V intendesse perdonare i templari nel 1314 assolvendo il loro maestro e gli altri capi dell'ordine dall'accusa di eresia, e limitarsi a sospendere l'ordine piuttosto che sopprimerlo. Il documento appartiene alla prima fase del processo, nella quale il pontefice ancora sperava di poter salvare l'ordine. L'inchiesta di Chinon, in ogni caso, ribadisce le pratiche indecenti e gli sputi sulla croce effettuate come rito d'iniziazione all'ingresso di un novizio nell'Ordine, pratiche di ancora dubbia origine e motivazione.
Molti gruppi neotemplari sostengono che l'ordine sarebbe sopravvissuto di nascosto, l'idea si è diffusa anche nella massoneria, in particolare in Francia e in Germania, e in alcuni casi riti massonici (come il Rito scozzese Antico ed Accettato e il Rito Scozzese Rettificato) adottano riferimenti templari. Alcuni ritengono che i templari siano all'origine di riti e vari rami cavallereschi della massoneria ma, per quanto alcuni storici abbiano tentato di di leggere una successione tra i due fenomeni storici,  altri studiosi  hanno rigettato la leggenda templare.



Segnalazioni

Guida all'Italia dei Templari

Capone Ferrari Bianca, Imperio Loredana, Valentini Enzo

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Editore: Edizioni Mediterranee

Anno di pubblicazione: 1997

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Anno di pubblicazione: 2007

I Templari e la Massoneria è uno studio nel quale l'Autore si pone l'obiettivo di... continua

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Lo trovi in: Templari

Editore: Atanòr

Anno di pubblicazione: 2009

L'Ordine del Tempio si circonda di fitti misteri, fin dal momento della sua... continua

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Il Messaggio dei Templari

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Bernard de Fontaine, fondatore dell'Ordine dei Templari, si esprimeva così: "una... continua

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Anno di pubblicazione: 1991

€ 20,66

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