Il Graal
Il Graal è un mito che restite ai tempi, alla storia, alle mode, antico e moderno, ha attraversato tutte le epoche, a partire da prima del Medioevo.
Calice o piatto usato da Gesù nell'Ultima Cena?
Nella Legenda Aurea si narra della Prima Crociata e di come i Genovesi trovassero il calice: sacro catino, calice, piatto, vaso.
Le origini del Graal in senso letterario si riconducono ad antiche saghe celtiche.
Robert de Boron, nel suo Joseph d'Arimathie composto tra il 1170 ed il 1212, ipotizza che il Graal sarebbe la coppa usata nell'Ultima Cena, nella quale Giuseppe di Arimatea avrebbe poi raccolto le gocce di sangue del Cristo sulla croce. Giuseppe avrebbe portato la coppa nelle Isole Britanniche fondando lì la prima chiesa cristiana.
La leggenda del Graal è riportata in racconti popolari gallesi, dei quali il Mabinogion è il più vecchio dei manoscritti sopravvissuti (XIII secolo). Esiste anche un poema inglese Sir Percyvelle del XV secolo. In seguito le leggende di re Artù e del Graal furono collegate nel XV secolo da Thomas Malory nel Le Morte d'Arthur (anche chiamato Le Morte Darthur) che fornì alla leggenda la sua forma classica.
I Vangeli sinottici (Matteo 26:26-29; Marco 14:22-25; Luca 22:15-20), raccontano che durante l'Ultima Cena Gesù prese il pane, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi"; poi prese il calice, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza versato per tutti in remissione dei peccati."
Il giorno dopo Gesù fu crocifisso. Quando venne deposto dalla croce uno dei suoi discepoli, Giuseppe d'Arimatea, lo avvolse in un lenzuolo e lo portò nella tomba di famiglia. Robert de Boron, nella sua opera Roman dou l'Estoire de Graal ou Joseph d'Arimathie (secolo XIII) aggiunge a queste vicende un episodio: mentre il corpo di Gesù veniva lavato e preparato per essere sepolto, alcune gocce di sangue uscirono dalle ferite. Giuseppe le raccolse nella stessa coppa che era servita per la consacrazione dell'Ultima Cena. Giuseppe lasciò poi la Palestina e si rifugiò in Britannia con il Santo Graal, raggiungendo la valle di Avalon (identificata già con Glastonbury) che sarebbe diventata il primo centro cristiano oltre la Manica.
Il Graal nelle tradizioni esoteriche
Molte tradizioni esoteriche hanno inteso Graal quale simbolo della Conoscenza, della Sapienza, Tradizione Arcaica o Primordiale. Il Graal rappresenterebbe la Parola Perduta, quella conoscenza che doveva essere concessa all'Uomo dell'Eden ed il cui simbolo era rappresentato dall'Albero della Vita. Le tradizioni esoteriche occidentali disegnano un percorso che avrebbe subito il Graal per arrivare al genere umano fino all'Ultima Cena. Il Graal, caduto dalla fronte di Lucifero, perso da Adamo, recuperato da Seth e perso di nuovo, fu salvato durante il diluvio da Noè e successivamente fu utilizzato da Melchisedek per benedire Abramo e Sara. Dunque nuovamente fu posseduto da Mosè e dai Patriarchi prima di scomparire nuovamente. Il Graal sarebbe stato poi recuperato da Veronica detta Serapia la quale lo consegnò a Gesù Cristo per celebrare l'Ultima Cena. Molte di queste informazioni, ormai diventate patrimonio comune della letteratura esoterica si trovano nelle Visioni della beata Anna Katharina Emmerick riportate dal Brentano.
Il Graal come sangue reale
Recente interpretazione: il Santo Graal deriverebbe da sang real, il sangue della discendenza di Gesù, sposato con Maria Maddalena. La Maddalena assieme ad altre donne citate nei vangeli, dopo la crocifissione sarebbe fuggita dalla Palestina su una barca per approdare in Provenza assieme al figlio avuto da Gesù. Avrebbe poi risalito il Rodano raggiungendo la tribù dei Franchi (la tribù ebraica di Beniamino nella diaspora). I Merovingi, i primi re dei Franchi, proprio a causa di questa origine avrebbero avuto l'appellativo di re taumaturghi, guaritori, per la loro facoltà di guarire gli infermi con il solo tocco delle mani, come Gesù!
Questa storia la ritroviamo nel libro Il Santo Graal di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, un libro del 1982 che ha dato lo spunto a moltissimi altri testi sulla "linea di sangue del Graal" (tra cui il romanzo Il Codice da Vinci di Dan Brown), ma non è suffragata da alcuna fonte storica a parte l'ovvia citazione della famosa leggenda medievale dello sbarco della Maddalena in Francia, resa popolare da Jacopo da Varazze nella Legenda Aurea.
L'intuizione nasce tra il 1969 e il 1970. Lincoln, un attore e documentarista inglese, entrò in contatto con il trio de Chérisey - Plantard - de Sède (che avevano dato origine al controverso Priorato di Sion) e decise di riscrivere la storia de L'Or de Rennes in una forma più adatta al pubblico di lingua inglese, presentandola prima in tre documentari trasmessi dalla BBC tra il 1972 e il 1979 e poi in un libro pubblicato nel 1982 con l'aiuto di Michael Baigent e Richard Leigh.
Lincoln era stato introdotto nel mondo delle organizzazioni esoteriche francesi dove aveva conosciuto Robert Ambelain (1907-1997), figura notissima di questo ambiente e autore di libri su astrologia, divinazione, profezie, tradizioni iniziatiche. Nel 1970 Ambelain aveva pubblicato Jésus ou Le mortel Secret des Templiers in cui sosteneva che Gesù Cristo aveva una compagna, pur non essendo legalmente sposato, e identificava questa "concubina" in Salomè, una discepola citata nel Vangelo di Tommaso, uno dei vangeli gnostici ritrovati a Nag Hammadi. Lincoln fuse la narrazione del matrimonio di Gesù ricavata da Ambelain con quella dei Merovingi di Plantard e "rivelò" che i Merovingi protetti dal Priorato di Sion sono importanti, ben al di là della rivendicazione del trono di Francia, perché discendono da Gesù Cristo e dalla Maddalena.
Il Graal e Maat
Una recente interpretazione vede nel Graal un simbolo denso che si presenta come oggettivizzazione medioevale di concezioni morali di verità e giustizia, di probabile origine egizia. Partendo dalla concezione di von Eschenbach del Graal come pietra e ripercorrendo il cammino del simbolo-pietra nella tradizione occidentale (in particolare della Massoneria) e medio-orientale, è possibile risalire, infatti, al nucleo tematico egizio legato agli attributi della dea Maat, solo successivamente integrati in ambito religioso giudeo-cristiano. Tale ipotesi originale è attualmente al vaglio degli studiosi. Recentemente lo storico Daniel Scavone ha avanzato l'ipotesi che il Graal fosse in realtà la Sindone.
Egli ipotizza che la leggenda del Graal sia stata ispirata dalle frammentarie notizie giunte in Occidente di un oggetto legato alla sepoltura di Gesù e che ne conteneva il sangue; queste notizie vennero forse fuse con le leggende già esistenti che parlavano di una coppa o un piatto, il Graal appunto! A supporto di questa teoria Scavone nota che, secondo alcune fonti, il Graal offriva una particolare visione di Cristo nella quale egli appariva prima come bambino, poi più grande, infine adulto. E Scavone ipotizza che queste fonti riportassero, in modo impreciso, un rituale nel quale la Sindone veniva dispiegata gradualmente e la sua immagine era resa visibile, man mano che il rito procedeva, in misura sempre maggiore, fino ad essere mostrata nella sua interezza.
E sempre nelle sue ricerche, la notizia secondo la quale Giuseppe d'Arimatea avrebbe raggiunto la Gran Bretagna deriverebbe da un'errata lettura della parola Britio, nome del palazzo reale di Edessa di (dove, secondo molti storici, la Sindone si trovava tra il VI e il X secolo), che sarebbe stata fraintesa per Britannia.
Le origini storiche e bibliche della leggenda del Sacro Graal, analizzate con riferimenti alle Sacre Scritture e alle opere letterarie medievali
Le leggende hanno parlato del Sacro Graal, la coppa da cui Gesù e i discepoli avrebbero bevuto durante l'ultima cena e che permetterebbe di dare la vita eterna, fin dal Medio Evo. Tutto ebbe inizio con i Vangeli: ..poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati." (Matteo 26:27-28)
Il termine graal viene dallo scrittore francese Chretien de Troyes che scrisse un romanzo intitolato Perceval. L'autore morì nel 1190 prima di completare l'opera. In essa, un giovane cavaliere visita il castello del Re Pescatore dove vede una strana processione nella quale è presente un piatto d'oro incastonato di gemme e chiamato "graal". Esso era un oggetto sacro utilizzato per trasportare l'ostia consacrata. Nella processione, egli vede anche un ragazzo che trasportava una lancia sanguinante dalla punta, probabilmente un riferimento alla lancia che ferì il costato di Gesù sulla croce (Giovanni 19:34) e perciò si finì col collegare questo graal con un artefatto della Passione. Poiché la storia non fu mai finita, è impossibile sapere cosa intendesse l'autore.
Gli scrittori medievali spesso descrivono un forte legame tra il graal e il corpo e il sangue di Gesù, dimostrando come fosse un simbolo dell'Eucarestia.
Nel XII secolo, la chiesa cattolica dovette affrontare in Francia la minaccia degli eretici catari, che sfidavano l'insegnamento della Chiesa nel quale l'Eucarestia era la via per la salvezza. Fu allora coniato il termine transustanziazione per descrivere la trasformazione del pane e del vino benedetti da un prete nel corpo e nel sangue di Cristo.
Numerosi calici e coppe nei secoli sono stati indicati come il Santo Graal. Per esempio il calice di Antiochia, in argento, attualmente conservato al Metropolitan Museum di New York. Venne ritrovato nel 1908 e apparteneva a una chiesa di Kaper Karaon vicino ad Antiochia. È decorato con viti, animali e dieci Apostoli seduti, più due immagini di Gesù. Questo artefatto è probabilmente databile intorno al VI secolo d.C.
Per 2000 anni gli uomini si sono recati in giro per il mondo alla ricerca del Santo Graal, il calice in cui Gesu bevve durante l'Ultima Cena, ed in cui, secondo tradizione, Giuseppe D'Arimatea, membro del Sinedrio e discepolo di Gesù, ne raccolse il sangue durante la Crocifissione.
Ralls Karen
Bizzarri Mariano, Scurria Francesco